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Francesco De Gregori: il documentario "Nevergreen" rivela un lato inedito del cantautore
Il documentario "Francesco De Gregori. Nevergreen", diretto da Stefano Pistolini, offre uno sguardo intimo e "grunge" sulle canzoni meno conosciute del cantautore. Trasmesso su Rai 3 e RaiPlay, il film cattura l'essenza di una serie di concerti esclusivi tenuti al Teatro Out Off di Milano, dove De Gregori ha proposto un repertorio di brani definiti "nevergreen", spesso trascurati ma amati dai suoi fan più fedeli. Un'esperienza musicale autentica, arricchita da collaborazioni con artisti come Elisa e Jovanotti, che si discosta dalle produzioni patinate per celebrare l'arte nella sua forma più pura.
Immaginate un'atmosfera raccolta, un palco intimo dove la musica si svela in forme inattese. È quanto accaduto nell'autunno del 2024 al Teatro Out Off di Milano, dove Francesco De Gregori ha dato vita a un ciclo di performance uniche. Questi eventi sono il fulcro di "Francesco De Gregori. Nevergreen", il docufilm di Stefano Pistolini, che stasera, alle 21.20, verrà trasmesso su Rai 3 e contemporaneamente su RaiPlay. Il film è un viaggio nel lato più nascosto della produzione musicale del "Principe dei cantautori", lontano dai brani più celebri come "Rimmel" o "La donna cannone", per esplorare un repertorio di canzoni definite dallo stesso De Gregori come "nevergreen", ovvero composizioni che, pur non avendo mai raggiunto la grande popolarità, sono profondamente amate e conosciute dai suoi fan più appassionati.
Presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e successivamente distribuito nelle sale cinematografiche italiane, il documentario giunge ora al pubblico televisivo. Il film, della durata di ottantanove minuti, si addentra nell'universo musicale di De Gregori, mostrando non solo le esibizioni sul palco, ma anche momenti privati come le prove e i backstage. De Gregori stesso lo ha descritto come un lavoro volutamente "grunge" e non patinato, una scelta che si contrappone al tipico biopic celebrativo, privilegiando un'autenticità cruda e sincera. Un gesto quasi provocatorio, il suo, nel presentare queste "perfette sconosciute" a un pubblico di soli 200 spettatori per serata, in un teatro piccolo e periferico. Questo approccio è una chiara dichiarazione contro il "gigantismo dell'industria musicale" e la "rincorsa dei grandi numeri", come ha spiegato il cantautore, esprimendo anche una certa insofferenza verso il concetto di "sold out".
La colonna sonora del docufilm è un omaggio alla profondità e alla varietà del repertorio di De Gregori, includendo brani come "Sento il fischio del vapore", "Bufalo Bill", "Atlantide", la malinconica "Buonanotte fiorellino" e la potente "Il cuoco di Salò", fino alla delicata "Compagni di viaggio". Non mancano le reinterpretazioni di classici dylaniani, come "Via della povertà" e "Come il giorno", adattati da De Gregori. Il film si arricchisce di preziose collaborazioni: Malika Ayane duetta in "Falso Movimento" e intona "Pezzi di vetro", mentre Elisa porta la sua voce cristallina in "Stelutis Alpinis", "Quelli che restano" e in una toccante versione di "Can't help falling in love". Jovanotti condivide il palco per "Una città per cantare" di Lucio Dalla, Ligabue si unisce a De Gregori per "Alice" e la sua "Buonanotte all'Italia", e Zucchero chiude con "Everybody's talkin'" e la celebre "Diamante", scritta in collaborazione con De Gregori.
Oltre alle esibizioni, il documentario cattura momenti di vita vissuta, come le prove e le conversazioni spontanee con gli artisti ospiti, rivelando un De Gregori più intimo e riflessivo. Il cantautore esprime il desiderio di un "rapporto intimo con gli spettatori", che si concretizza nella vicinanza fisica sul palco. Racconta aneddoti personali, come il giuramento di non partecipare mai a Sanremo dopo la morte di Luigi Tenco, e la sua attuale mancanza di "ispirazione ribollire dentro" per la scrittura di nuovi inediti. Tuttavia, sul palco del piccolo teatro milanese, De Gregori riscopre una "libertà" artistica, quella di "fare l'artista e basta". Le sue recenti affermazioni riguardo a Bruce Springsteen, in cui ha dichiarato di non sentirsi "superiore al pubblico" e di non voler "dare lezioni" o "prenderle" da altri cantanti su questioni politiche, hanno suscitato un acceso dibattito, evidenziando il suo approccio schietto e indipendente.
L'esperienza di "Nevergreen" prosegue oltre il documentario. Il 16 ottobre 2026, infatti, verrà pubblicato l'album live "Nevergreen (Perfette sconosciute)", che raccoglie il meglio delle serate milanesi, disponibile in formato digitale, CD e doppio vinile. De Gregori ha sottolineato come questo disco "assomiglia a un concerto", distinguendosi da molte produzioni contemporanee che, al contrario, "vogliono assomigliare a dischi" con l'uso di sequenze pre-registrate. Questo album non è un semplice riempitivo, ma la testimonianza di un momento irripetibile. L'esperimento si rinnoverà in autunno, con nuove date al Teatro Sala Umberto di Roma dal 27 ottobre e un ritorno all'Out Off di Milano dal 25 novembre, mantenendo la stessa formula intima di duecento posti a sera. Perché alcune esperienze, nella loro essenzialità, meritano di essere perpetuate, offrendo un contatto diretto e autentico tra artista e pubblico, in un'epoca dominata dalla massificazione.
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