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accueil/Divertimento/Danza Urbana: Trent'anni di Trasformazione Artistica e Sociale a Bologna
Divertimento

Danza Urbana: Trent'anni di Trasformazione Artistica e Sociale a Bologna

dataSep 02, 2026
Read time4 min

Il Festival Danza Urbana, giunto alla sua trentesima edizione, si conferma un pilastro dell'offerta culturale emiliana, trasformando piazze, parchi e luoghi storici in vibranti palcoscenici a cielo aperto. Questa rassegna annuale celebra la capacità della danza di interagire con lo spazio urbano e di coinvolgere un pubblico eterogeneo, abbattendo le barriere tra arte e quotidianità. Attraverso un programma ricco e diversificato, il festival non solo propone spettacoli di alto livello, ma stimola anche la riflessione su questioni sociali urgenti, utilizzando il linguaggio universale del corpo e del movimento per creare connessioni e promuovere il dialogo.

Il trentennale di Danza Urbana: un percorso tra arte e città

Dal 4 al 10 settembre, la città di Bologna si anima con la trentesima edizione del Festival Danza Urbana, un evento che ha saputo ridefinire il rapporto tra l'arte performativa e gli spazi pubblici. Concepito originariamente dall'intuizione di studenti del Dams e supportato dal Professor Roberto Grandi, il festival ha costantemente cercato di portare la danza fuori dai circuiti tradizionali, rendendola accessibile a tutti. Questa edizione speciale prevede 19 appuntamenti distribuiti in dieci suggestive location bolognesi, culminando con una tappa finale il 15 settembre al Tecnopolo di Ferrara.

Il programma di quest'anno affronta temi di profonda attualità, quali la fatica del vivere contemporaneo, le sfide della comunicazione interpersonale, il desiderio di appartenenza e la lotta per la libertà. L'apertura del festival, venerdì 4 settembre alle 21 presso l'ex Chiesa di San Mattia, vede in scena "La Sagra della Primavera" di Roger Bernat/FFF, una reinterpretazione audace della celebre coreografia di Pina Bausch. L'artista catalano, noto per il suo approccio partecipativo, trasforma il pubblico in protagonista, invitandolo a riflettere sulla responsabilità individuale all'interno della collettività. Questo spettacolo inaugura anche "Ereditare il futuro", un progetto sostenuto dal Ministero della Cultura e dai Musei Nazionali di Bologna.

Sabato 5 settembre, Piazza San Francesco, luogo storico per il festival, ospita alle 18.30 la prima nazionale di "Desvelo", assolo di Alejandro Moya, danzatore della compagnia belga Peeping Tom, che esplora la cultura giapponese attraverso gesti che rivelano trasformazioni interiori. Segue "Vibra!" di Arnau Perez, una performance partecipativa che indaga la sincronizzazione e l'empatia collettiva. La serata si conclude all'ex Chiesa di San Mattia con "L'avvenire" di Silvia Rampelli/Habillé d'Eau, un'opera premiata che analizza la presenza e ciò che si manifesta oltre l'apparenza.

Domenica 6 settembre è dedicata al tema della resistenza, sia storica che personale. L'Istituto storico Parri ospita, dalle 11 alle 19, la mostra "Staffetta artistica della Resistenza", che esplora le tracce del fascismo nel presente. Al DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, "EchoLove" di Creativi108 coinvolge numerosi partecipanti in una riflessione sulle dinamiche relazionali tossiche. Nel cortile del Collegio Artistico Venturoli, "KMS of Resistance" di Mehdi Dahkan e Mohamed Bouriri reinterpreta la tradizione orale marocchina dell'Aita come forma di protesta contro la repressione della libertà di parola.

La settimana prosegue con eventi che esplorano la trasformazione dei corpi e delle comunità. Lunedì 7 settembre, il foyer del MAMbo presenta "Alien" di Manuel Rodriguez, un'esplorazione del linguaggio e della comunicazione. Segue la proiezione di "Sarkha", video d'arte della coreografa palestinese Jumana Dabis, un tributo alla resilienza delle donne di Gaza. In serata, "Fatigue" di Irene Russolillo, in replica anche martedì 8, trasforma respiro e canto in coreografia, rappresentando un viaggio fisico e spirituale.

Martedì 8 settembre, il Parco 11 Settembre ospita "La Plaza_studio" di Elisa Sbaragli e Rafael Candela, che osserva come le persone abitano e trasformano gli ambienti condivisi. A seguire, Mattia Quintavalle Sly presenta "Loop Box", un'esperienza sensoriale che coinvolge il pubblico nella creazione di una scena rituale. Mercoledì 9 settembre, il Parco di Villa Angeletti accoglie i progetti "Mykestesia" di Francesca Melluso e Federico Pipia, "Quasi Niente n. 1" di Elia Pangaro e Alexander de Vries, e "Threshold of Kindness" di conferenza balaam, opere che indagano la resilienza, l'interdipendenza e gli atti di gentilezza.

L'ultima giornata bolognese, giovedì 10 settembre, vede protagonista CollettivO CineticO con "Urutau Extinction Party" in Piazzetta Maccaferri, un ibrido tra rito sacrificale e rave party. Il festival si conclude martedì 15 settembre a Ferrara con "Lascia il potassio tremare" di CollettivO CineticO, un'installazione performativa al Tecnopolo di Ferrara nell'ambito dell'evento "Battiti di scienza".

Il presidente di DANZA URBANA APS, Massimo Carosi, sottolinea come il festival, attraverso la sua presenza in luoghi inaspettati, intercetti un pubblico casuale, trasformando la curiosità in apprezzamento per l'arte e contribuendo a formare nuovi spettatori. L'assenza di una netta separazione tra scena e platea stimola inoltre nuove possibilità creative per gli artisti. Molti eventi sono gratuiti, una scelta che riflette l'impegno del festival a rendere l'arte accessibile e a valorizzare lo spazio pubblico come luogo di incontro e scambio culturale.

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