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Stagione Teatrale Duse 2026/2027: Un Ponte tra Classici e Contemporaneità
Il Teatro Duse di Bologna svela la sua stagione di prosa 2026/2027, un cartellone ambizioso che fonde la ricchezza dei grandi classici con la vivacità delle narrazioni contemporanee. Questa programmazione, frutto di una visione artistica che mira a coniugare tradizione e attualità, si compone di quattordici spettacoli in abbonamento, ideati per attrarre un pubblico vasto e diversificato. Dopo un anno di eccezionale successo, con oltre 150.000 spettatori e un elevato gradimento, il Duse si conferma un pilastro della scena teatrale nazionale, pronto a offrire esperienze culturali di alta qualità.
Il Palcoscenico del Teatro Duse Accoglie Grandi Nomi e Rivisitazioni Innovative
La stagione si aprirà il 13 novembre con “Falstaff”, interpretato da Emilio Solfrizzi e diretto da Davide Sacco, uno spettacolo che intreccia le figure shakespeariane e molièriane in una riflessione sulla seduzione e l'autoinganno. A seguire, un evento di grande risonanza: “Lo Zar” di e con Stefano Massini, un’indagine sulla figura di Vladimir Putin che ripercorre l'ascesa del leader russo, dall'infanzia al potere. Nel centenario della nascita di Dario Fo, il Duse proporrà “Morte accidentale di un anarchico”, con Lodo Guenzi e la regia di Giorgio Gallione, un testo che mantiene intatta la sua forza satirica e la capacità di stimolare la riflessione su potere e giustizia. Accanto a queste opere di ampio respiro storico e politico, verranno presentate storie più intime e personali, come “Madre per sempre” con Marisa Laurito e Giorgia Würth, che esplora i temi della maternità e delle connessioni affettive. Un focus significativo è dedicato alla reinterpretazione dei classici. “La Mandragola” di Machiavelli, sotto la direzione di Guglielmo Ferro, trasporterà la satira rinascimentale in un contesto metropolitano moderno, tra finanza e relazioni mercificate. Anche “Gli innamorati” di Goldoni sarà presentato in una versione dinamica e attuale. Molta attesa per “Nessuno – Le avventure di Ulisse”, con Stefano Accorsi e la direzione di Daniele Finzi Pasca, che esplora la fragilità e la ricerca identitaria dell'eroe omerico. “Romeo e Giulietta”, con la regia di Paolo Valerio, ambienterà la tragedia shakespeariana in un contesto che evoca i conflitti contemporanei. Gli amanti del giallo potranno apprezzare “Assassinio sull’Orient Express” con Claudio “Greg” Gregory nel ruolo di Hercule Poirot, mentre Paolo Rossi e Bebo Storti si riuniranno in “L’opera del delinquente”, un mix di musica, memoria e improvvisazione. Non mancherà un omaggio alla tradizione napoletana con “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, interpretato da Salvo Ficarra, Carolina Rosi e Nicola Di Pinto. La stagione si chiuderà con l'adattamento teatrale di “Notte prima degli esami”, firmato da Fausto Brizzi. Il Teatro Duse si conferma inoltre un crocevia di collaborazioni culturali, ospitando appuntamenti del Teatro Comunale di Bologna e una ricca programmazione fuori abbonamento, con artisti come Ambra Angiolini, Alessandro Bergonzoni, Federico Buffa e gli Oblivion, oltre a concerti di Max Gazzè, Malika Ayane e Vinicio Capossela, consolidando il suo ruolo centrale nella vita culturale della città.
La programmazione del Teatro Duse per la stagione 2026/2027 rappresenta una proposta culturale di grande spessore e varietà, che riflette l'impegno del teatro nel mantenere vivo il dialogo tra il passato e il presente. La scelta di alternare opere classiche a produzioni contemporanee, affrontando temi universali e attuali, dimostra una chiara volontà di coinvolgere e stimolare il pubblico di ogni età e sensibilità. In un'epoca in cui il teatro deve costantemente rinnovarsi per rimanere rilevante, l'approccio del Duse, che combina qualità artistica e accessibilità, è un modello esemplare. L'entusiasmo del presidente Walter Mramor e le parole dell'assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo sottolineano non solo il successo di pubblico, ma anche il profondo impatto del teatro sull'ecosistema culturale bolognese. Questa stagione promette non solo intrattenimento, ma anche un'opportunità di riflessione e crescita collettiva, consolidando il Duse come un faro della cultura nella regione.
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